Gli Orsi, opportunità o minaccia?

I prati verdi che un tempo si potevano più o meno ammirare nei pressi del vecchio Aiazzone ormai da qualche mese si stanno trasformando nel tanto acclamato centro commerciale Gli Orsi.
È ormai da anni che noi biellesi reclamiamo un palazzetto dello sport più grande per la nostra squadra di basket e finalmente verremo accontentati con il modernissimo palacoop circondato dal grosso centro commerciale del gruppo Coop.
Ma a noi serviva un nuovo palazzetto o un nuovo centro commerciale? Certo senza i soldi della Coop forse non si sarebbe fatto un bel niente.
La nostra economia locale, già in crisi da anni, subirà presumibilmente un altro duro colpo. Di centri commerciali ne abbiamo già abbastanza; come si inseriranno nella guerra tra i vari Bennet, Esselunga e Coop i piccoli commercianti e artigiani? Botteghe e negozi che fino a 10 anni fa erano la fortuna dei nostri piccoli imprenditori biellesi e che oggi a poco a poco stanno tirando giù le serrande schiacciati dalla spietata concorrenza dei centri commerciali.
Al giorno d’oggi ci si trova tutto al centro commerciale. La famigliola ci va al sabato pomeriggio, ci sta dentro 2 o 3 ore ed esce con le buste piene. Non serve più andare al minimarket sottocasa, dal fruttivendolo, dal tabaccaio o dall’oculista. Forse è più comodo così, in un pomeriggio fa tutto e non c’è neanche più bisogno di diventar matti coi parcheggi!
A lungo andare però la famigliola biellese non avrà più le tasche piene per andare al centro commerciale tutti i sabati.
Il punto è che tutti questi centri commerciali che abbiamo hanno un senso di esistere solo quando si rivolgono ad un bacino di consumatori ampio.
Noi purtroppo siamo una città isolata dal mondo, nessuno viene da fuori per comprare a Biella ormai. Nessuno è eccessivo? Forse non troppo…
È scomodo, non abbiamo un’autostrada e per arrivare a Biella da Carisio o Santhià ci va una vita, devi proseguire ad andature da 50/70 Km/h se non vuoi perdere mezzo stipendio in multe fra autovelox e t-red vari.
Allora io mi chiedo, perché prima dei centri commerciali non vengono costruite le basi per una crescita del territorio? Ne beneficerebbero tutti: dai piccoli imprenditori alle industrie….fino ai centri commerciali.
Gli Orsi sono una minaccia o un’opportunità? Sta a chi di dovere in Provincia trasformare in opportunità questa ombrosa minaccia.



Direi … ben vengano i centri commerciali, almeno si fanno un po’ di concorrenza.
Purtroppo l’era del negozietto sotto casa è quasi finita, e ci si va solo se si conosce il proprietario per un acquisto di fiducia.
Io per esempio, amante della tecnologia, non entro neppure in un negozietto di tv o pc; i vari euronics, trony, unieuro, ma anche iper e bennet in alcuni casi hanno prezzi molto piu’ bassi e spesso hanno anche venditori preparati e ti portano l’apparecchio fino a casa e lo installano pure.
Ci sono anche delle eccezioni naturalmente, esistono negozi specializzati che non risentono nemmeno lontanamente della concorrenza di un supermercato, uno per tutti megalomania di vercelli, un buco di negozio dove per comprare fai sempre la fila … prezzi molto onesti e competenza fanno ancora la differenza per fortuna.
Di certo quando apriranno gli orsi, ci sara’ un ingorgo mostruoso in Biella, con le strade che ancora non son pronte per supportare il traffico di un grosso centro commerciale.
Vedremo come andra’ … peccato solo che fanno una Coop e non un Auchan o un Carrefour
Per quanto riguarda il palazzetto invece, direi che la nostra squadra di basket se lo stramerita un posto migliore dove esibirsi.
purtroppo odx76 con i centri commerciali ci mangiano pochi eletti e costringono noi comuni cittadini a diventare loro dipendenti (o meglio schiavi con gli stipendi che si prendono).
Il negozietto sotto casa invece rappresenta l’impresa del biellese benestante di 10 anni fa.
Non voglio chiamare in causa la convenienza di comprare qualche aggeggio al centro commerciale piuttosto che al negozio in via italia, è ovvio che conviene. Ma questa convenienza è una lama a doppio taglio.
Noi biellesi siamo convinti di avere ancora le tasche piene, c’è molta presunzione. Ma è solo un’ipocrita immagine che ci vogliamo dare con presunzione.
La realtà è che non è più così.
La grande distribuzione italiana (GDI) deve esistere! Rilassiamoci, la GDI comprerà prevalentemente in Italia, permetterà al nostro paese di resistere alla concorenza straniera con AUCHAN al primo posto che vi venderà il suo camenbert ma dimenticherà i nostri buonissimi prodotti regionali e italiani.
La domanda è GDI oppure i giganti malintentionati francesi che sono i protagonisi di una nuova era di imperialismo industrialo-commerciale!!!
Avete ragione, troppi centri commerciali e mal distribuiti non servono a niente.
La concorrenza è fasulla e i prezzi tutti alti. Se poi parliamo di abbondanza di scelta siamo alla farsa: vi sono meno marche da scegliere oggi che 20 anni fa.
In realtà al territorio servono autostrade, tangenziali (tutto il traffico passa da via pietro micca, via repubblica, via milano… è una vergogna). Non abbiamo una linea ferroviaria elettrificata ed abbiamo dei mezzi pubblici scandalosi.
Il centro della città praticamente non esiste.. e le piazze sono disadorne e senza vita.
I giovani fuggono perché oltre alla monocultura del tessile non è ammesso altro in questa città.
C’è ben altro da costruire che i centri commerciali….
Sicuramente il centro “Gli Orsi”, portera’ via un bel po’ di lavoro agli ultimi commercianti Biellesi.
Opportunita’ ???
Ma per chi ???
Di sicuro non per i Biellesi.
Pensate che un “Milanese” o un “Torinese” venga a fare compere a Biella??? A farsi 80/100 km ??
Forse verranno i Vercellesi.
Poi dicono che ci saranno 500 nuove assunzioni..
Si forse personale giovane a 1000 euro/mese.
E i negozi lasciati vuoti a Biella ?
Pensate che sia bello vedere una Citta’piena di negozi vuoti. Bello schifo.
Saluti da un pendolare Biellese.
Abito a Biella ma lavoro a Milano da anni.
Eh.. gia’ a Biella mi dicono che a 47 anni si e’ vecchi per lavorare.
Considerate anche che il commerciante che opera sulla piazza , paga pesanti tributi comunali e reinveste localmente buona parte dei suoi incassi , mentre la grande distribuzione schiavizza ragazzini con stipendi da fame, forza orari impossibili a tutti e ogni giorno “drena” ricchezza da ogni singolo punto vendita , spostandola fuori piazza , e poi chissà dove , impoverendo la città che la ospita giorno dopo giorno. Sullo stesso prodotto a volte hanno differenze del 40% tra le varie insegne, ma mai che nessuno li additi a ladri….
Da dove arrivano i favolosi capitali necessari per la costruzione di queste cattedrali di cemento ?
Leggete Gomorra e capirete molte cose…..